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Feel the Contest 2026 al Museo del Tessuto

C’è un filo che attraversa le migliori scuole di moda del mondo e arriva fino al cuore manifatturiero del distretto di Prato. Si chiama Feel the Contest e, nella sua Master Edition 2026, prende forma in una mostra ospitata al Museo del Tessuto di Prato, visitabile fino al 27 settembre.

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Il titolo scelto, “Il filo che unisce l’ispirazione alla creazione”, racconta perfettamente lo spirito del progetto: mettere in dialogo la creatività dei giovani designer internazionali con l’eccellenza dei filati italiani. In mostra ci sono 33 outfit realizzati dagli studenti dei corsi master in maglieria di alcune tra le più prestigiose accademie del mondo, dal London College of Fashion al Politecnico di Milano, dal Beijing Institute of Fashion Technology all’Istituto Marangoni di Firenze, fino al Bunka Fashion College di Tokyo.

Diciassette anni di dialogo tra scuola e industria

Feel the Contest nasce all’interno del progetto Feel the Yarn®, il marchio con cui il Consorzio Promozione Filati (CPF) da diciassette anni riunisce i principali produttori italiani di filati per maglieria, tessitura e aguglieria. Lana, cotone, cashmere, angora, lino e un’ampia gamma di fibre naturali e artificiali diventano la materia prima con cui i giovani talenti sono chiamati a confrontarsi.

Il meccanismo è tanto semplice quanto virtuoso: ogni designer viene abbinato a un’azienda del gruppo Feel the Yarn, che fornisce i propri filati per dare vita alla proposta creativa. È così che l’ispirazione di uno studente incontra il know-how di un’impresa, e la ricerca stilistica si traduce in un capo reale, indossabile, tecnicamente compiuto. Per l’edizione 2026 il tema scelto è stato il colore, filo conduttore di una rassegna che i lavori, presentati per la prima volta durante Pitti Immagine Filati #99, hanno saputo interpretare con grande libertà espressiva. Ad accompagnare gli outfit, le opere polimateriche di Irene Pietrobono dalla collezione “ArteMonium. Il filo di Arianna, la materia oltre la forma”.

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Come ha sottolineato Leonardo Mannelli, presidente del Consorzio Promozione Filati, l’obiettivo è “celebrare il connubio perfetto fra arte e moda”, ribadendo l’importanza dell’unione tra le aziende e i giovani designer nella ricerca del loro posto nel mondo del lavoro. Un messaggio condiviso da Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione Museo del Tessuto, che ha ricordato la missione del museo nel valorizzare i talenti emergenti e nel rendere omaggio alla straordinaria capacità manifatturiera dei filati italiani.

I quattro premi dell'edizione 2026

Quattro i riconoscimenti assegnati quest’anno: il Vincitore Assoluto è Katagiri Trashipuntso (Beijing Institute of Fashion Technology), in coppia con il Lanificio dell’Olivo; il Premio Creatività va a Margherita Carmignani (Politecnico di Milano); il Premio Tecnica a Monica Beduzzi (Istituto Marangoni Firenze); e il Premio Social a Rosalie Reya, dell’Istituto Marangoni di Firenze, in collaborazione con Accademia by Industria Italiana Filati.

Foto by Laura Ravallese

Accademia e la creatività premiata dal pubblico

È proprio nel Premio Social che si intreccia la storia di Industria Italiana Filati. Il capo firmato da Rosalie Reya, sviluppato con i filati Accademia, è quello che ha saputo conquistare il pubblico e la community, aggiudicandosi il riconoscimento più “condiviso” dell’intera edizione.

Un risultato che non è casuale. Tra le realtà più importanti del distretto di Prato, Industria Italiana Filati è specializzata nella produzione di filati fantasia per l’alta moda: filati che nascono dalla ricerca, dalla sperimentazione sui materiali e da una sensibilità cromatica che li rende strumenti creativi prima ancora che prodotti. È questa la materia con cui una giovane designer ha potuto tradurre la propria visione in un capo capace di emozionare. Con il brand Accademia, l’azienda mette a disposizione dei creativi — affermati o emergenti — un patrimonio di competenza tecnica e di gusto che rappresenta l’essenza stessa del made in Italy tessile.

Sostenere Feel the Contest significa, per Industria Italiana Filati, investire sul futuro della moda: accompagnare i talenti di domani, offrire loro filati con cui osare, e continuare a scrivere quel dialogo tra manifattura e creatività che da sempre è il cuore del suo lavoro.

La mostra è visitabile al Museo del Tessuto di Prato fino al 27 settembre 2026.

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Museo del Tessuto | Benvenuti tra i Textile Lovers!

Prato, il tessile e ciò che vale la pena custodire

Ci sono luoghi in cui il lavoro non è solo lavoro, ma parte dell’identità di una comunità.
Prato è uno di questi.
Qui il tessile non è semplicemente un settore: è una storia condivisa, fatta di generazioni, di sapere che si tramanda, di capacità di reinventarsi senza perdere le proprie radici.

Anche la nostra storia nasce dentro questo tessuto.
Da cinque generazioni viviamo e lavoriamo nel mondo dei filati, crescendo insieme a un territorio che ha fatto della creatività e della cultura tessile la propria forza.

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Per questo abbiamo scelto di aderire a TEXTILE LOVERS, il progetto del Museo del Tessuto di Prato.
Non come un traguardo, ma come un gesto coerente con ciò che siamo.

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Il Museo, per noi, è un punto di riferimento: un luogo dove la memoria prende forma e dove il passato dialoga con il presente.

Sostenerlo significa contribuire a mantenere viva una cultura che non appartiene solo alle aziende, ma a tutta la città.

In un momento in cui tutto corre veloce, crediamo sia importante fermarsi a riconoscere il valore di ciò che ci ha portato fin qui.

Perché il futuro del tessile passa anche dalla capacità di custodire e raccontare la sua storia.

E questa storia, in fondo, è anche la nostra.

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Photo Credit: Fernando Guerra e Comune di Prato
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Non è mai solo una collezione

Quello che vediamo alla fine — colori, texture, superfici — è solo l’ultimo passo.
Dietro c’è un processo fatto di persone, gesti e competenze.

Ogni collezione inizia così: come un sistema.
Dalla prima idea al mercato, ogni fase fa parte di un equilibrio preciso.
Niente esiste da solo.

C'è la ricerca

Il colore prende forma attraverso test e continui affinamenti.
La tecnologia supporta, ma è sempre l’occhio a decidere.

C'è la materia

Filati, texture, superfici.
Tutto viene valutato con le mani.

Perché è lì che si capisce davvero cosa funziona.

C'è il dialogo

Tra chi immagina e chi realizza.
Uno scambio continuo che trasforma le idee
in qualcosa di concreto.

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C'è la produzione

Un sistema industriale strutturato, sostenuto da una competenza manuale indispensabile.
Perché non tutto si può automatizzare.

C'è la distribuzione

Tempi, logistica, organizzazione.
Il momento in cui tutto prende il largo verso il mondo.

E poi c'è l'incontro

Fiere, conversazioni, scelte. Dove il lavoro trova un nuovo significato.

Ogni passaggio conta.
Ogni dettaglio ha il suo peso.
Perché una collezione è sempre il risultato di uno sforzo collettivo.

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La costruzione della collezione SS27

Ricerca, trend e direzione artistica: dietro le quinte

La costruzione di una collezione filati oggi è un processo che va oltre la scelta delle fibre o dei colori.
È un lavoro di osservazione, interpretazione e sintesi, che trasforma stimoli culturali, segnali di mercato e bisogni progettuali in strumenti concreti per chi disegna maglieria.

Per la collezione SS 2027, Accademia by Industria Italiana Filati ha adottato un approccio strutturato, in cui ricerca, direzione artistica e responsabilità produttiva dialogano fin dalle prime fasi del progetto.

Una collezione non nasce dal prodotto, ma da una visione condivisa.

La fase di ricerca: ascoltare il tempo che stiamo vivendo

La ricerca è il primo vero atto progettuale.
Per SS 2027 il lavoro è partito dall’analisi di studi tendenza internazionali, dall’osservazione delle passerelle e dal confronto continuo con designer e maglifici.

Dai materiali raccolti emerge un bisogno chiaro: una maglieria capace di essere autentica, leggera, flessibile, adatta a più contesti e stagioni, tecnica ma mai rigida, espressiva ma sempre funzionale.

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Ricerca significa ascoltare il presente e tradurlo in strumenti concreti per chi progetta maglieria.

Dal concept alla collezione: STYLE HAS MANY FACES

Da questa fase di ricerca nasce il concept STYLE HAS MANY FACES.
Non un tema unico, ma una struttura aperta che riflette la complessità dello stile contemporaneo.

La collezione SS 2027 è pensata come un sistema: sei famiglie di filati che interpretano lo stile da prospettive diverse, offrendo allo stilista più possibilità di espressione all’interno di un vocabolario coerente.

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STYLE HAS MANY FACES

Un solo concept, molte possibilità creative.

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Le famiglie come strumento di progetto

Ogni famiglia nasce con un’identità chiara, ma non prescrittiva.
L’obiettivo non è guidare l’estetica finale, bensì facilitare il processo creativo, suggerendo costruzioni, punti maglia e utilizzi attraverso la materia stessa del filato.

Texture naturali e irregolari, volumi morbidi e ariosi, trasparenze leggere, grafismi in movimento, paillettes contemporanee e luminosità strutturata: ogni direzione risponde a un modo diverso di progettare la maglieria estiva.

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Le famiglie non sono temi, ma strumenti di progetto.

Direzione artistica e coerenza di collezione

Ogni famiglia nasce con un’identità chiara, ma non prescrittiva.
L’obiettivo non è guidare l’estetica finale, bensì facilitare il processo creativo, suggerendo costruzioni, punti maglia e utilizzi attraverso la materia stessa del filato.

Texture naturali e irregolari, volumi morbidi e ariosi, trasparenze leggere, grafismi in movimento, paillettes contemporanee e luminosità strutturata: ogni direzione risponde a un modo diverso di progettare la maglieria estiva.

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Continuità e innovazione non sono opposti, ma parti dello stesso sistema creativo.

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Sostenibilità come scelta progettuale

La sostenibilità non è un capitolo aggiuntivo, ma un criterio integrato fin dalle prime fasi di sviluppo.

Per SS 2027 la selezione dei materiali privilegia fibre e processi certificati e tracciabili:

  • Cotone biologico certificato OCS
  • Viscose sostenibili FSC® o ECOVERO™
  • Cotoni e fibre riciclate certificati GRS
  • Tinture a pigmenti minerali su una selezione di articoli

Un percorso che unisce responsabilità, qualità e libertà creativa.

Sostenibilità come scelta progettuale, non come dichiarazione.

Un dialogo aperto con designer e maglifici

La costruzione della collezione SS 2027 si completa nel dialogo con chi la utilizzerà.
Ogni filato è pensato come uno strumento flessibile, interpretabile, pronto a essere trasformato attraverso il punto maglia e la progettazione del capo.

È nel confronto diretto — nei workshop, negli incontri e in occasioni come Pitti Filati — che la collezione prende realmente vita.

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Una collezione prende davvero forma quando diventa dialogo.

SS 2027 è il risultato di un processo che mette al centro la materia, la progettazione e le relazioni.
Una collezione che riflette il modo in cui oggi immaginiamo la maglieria: più consapevole, più libera, più attenta al valore del dettaglio e alla qualità del fare.

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Dalla memoria alla materia: il viaggio creativo dei nostri filati

Nel cuore del distretto tessile di Prato, le collezioni Industria Italiana Filati prendono vita. Racconti personali, storie di famiglia fatte di ascolto, memoria e trasformazione. Un viaggio che parte da suggestioni intime e visioni estetiche raffinate per trasformarsi in una proposta concreta di filati innovativi, eleganti e contemporanei.
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Una storia di famiglia,
un’eredità che continua

Industria Italiana Filati affonda le sue radici in oltre cento anni di storia tessile. Il distretto di Prato, con la sua cultura manifatturiera, fa da sfondo a una storia familiare che si tramanda di generazione in generazione.
Attraverso le parole e le memorie del fondatore, rivissute in un libro personale, si riscoprono i valori di dedizione, qualità e autenticità che ancora oggi guidano l’azienda.
Ogni tappa di questo processo conferma un legame profondo con la materia e con il mestiere.

Un approccio contemporaneo, tra qualità e visione internazionale

Oggi Industria Italiana Filati è un punto di riferimento per i brand e i maglifici internazionali che cercano filati che uniscano estetica, ricerca e cultura tessile. Ogni proposta nasce da una sinergia tra tecnica e creatività, dove nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio riflette un’identità precisa.

“La nostra visione si nutre di confronto, studio e apertura, ma mantiene sempre quella componente artigianale che per noi resta il vero sinonimo di autenticità.”
(Teresa Lucchesi, ricerca e sviluppo)

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Ma come nasce una collezione di filati?

Dall’intuizione al filato: un processo che nasce da lontano

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Non sempre la creatività nasce da un momento preciso. I rumori dei telai, le bobine che attraversavano il cortile di casa, gli odori dei materiali: tutto ha contribuito a costruire un immaginario che si è trasformato in visione e mestiere. La passione è sbocciata spontaneamente, rafforzata dall’esperienza diretta in azienda e dall’influenza familiare.

L’ispirazione per la collezione AI 2026/27:
mare d’inverno e minimalismo poetico

L’immagine iniziale che ha dato forma alla collezione è quella di un paesaggio marino fuori stagione: silenzioso, profondo, carico di atmosfera. L’ascolto del brano *Forbidden Colors* di Ryuichi Sakamoto ha accompagnato questo momento di ispirazione, suggerendo una direzione stilistica fatta di leggerezza, emozione e introspezione.
I filati nascono così: poetici e leggeri, ma con un’anima decisa. La palette colori riflette queste sensazioni: neutri sfumati, tocchi polverosi, accenti intensi che rompono la quiete e portano vitalità.

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Il valore del dialogo con i clienti

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La relazione con i clienti è una fonte inesauribile di ispirazione. Le conversazioni, il confronto diretto, l’osservazione del modo in cui i filati vengono reinterpretati in maglia sono elementi fondamentali nel processo creativo. Ogni collaborazione è un’opportunità per esplorare nuove direzioni senza perdere autenticità. Le visioni forti dei creativi che scelgono i nostri filati ci stimolano a evolvere, mantenendo salda l’identità del marchio.

Le tendenze tra discrezione, comfort e autenticità

Nel mondo della moda spesso dominato dall’eccesso, Industria Italiana Filati segue una filosofia diversa. Il vero lusso si esprime attraverso sobrietà, texture morbide, e materiali che parlano alla pelle. Le collezioni si muovono con eleganza tra toni raffinati e proposte visivamente armoniche, prediligendo una bellezza silenziosa e coerente. Anche i filati più audaci conservano un equilibrio cromatico e formale, lontano dal sensazionalismo ma carico di significato estetico.
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Ogni collezione è un viaggio, e ogni filato una storia da raccontare.

Ogni storia è fatta di memoria, paesaggi interiori, ascolto e bellezza.

È la storia di chi, da generazioni, continua a trasformare la materia in emozione.

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Il Processo Creativo dietro la Collezione Autunno/Inverno 2026–2027

Dall'Idea al Filato

Inventare e creare nuovi filati non è mai un processo semplice.

Inizia molto prima di toccare la materia — comincia con l’ascolto.
Ascoltare un mondo in costante movimento, cogliere i segnali sottili che arrivano dalla società, dalla moda, dal mercato.
Significa percepire desideri, bisogni, intuizioni non dette.

Un Lavoro di Squadra fatto di Competenza e Visione

Tutto comincia con un’idea.
Una scintilla d’ispirazione che ci fa da bussola nelle prime fasi della ricerca.
Ma l’ispirazione da sola non basta: servono esperienza, competenze tecniche e la disponibilità a sperimentare — e a fallire.

È anche un lavoro di collaborazione: un continuo scambio con chi apporta visione commerciale, know-how tecnico e la capacità di trasformare concetti astratti in qualcosa di reale e tangibile.

La creazione di una nuova collezione è un lavoro corale.
E ogni stagione è un nuovo inizio: un equilibrio delicato da trovare, un puzzle da comporre un elemento alla volta.

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Colore, Materia, Texture: un Laboratorio di Emozioni

Oltre allo sviluppo di nuovi filati e texture, dedichiamo grande attenzione alla ricerca del colore.
Il colore è un linguaggio silenzioso che arricchisce e valorizza ogni superficie, ogni materiale.

Per la collezione Autunno/Inverno 2026–2027, abbiamo lavorato su una palette variegata, capace di accogliere contrasti armoniosi.
Si apre con tonalità neutre e rassicuranti — beige morbidi e grigi pacati — per poi passare ai toni caldi e terrosi degli aranci bruciati, dei rossi profondi e dei marroni intensi.
A questi si affiancano verdi organici, ispirati ai mutamenti della natura, e accenti vivaci di viola, turchesi e blu — colori intensi che portano energia e carattere nei mesi più freddi.

Ogni scelta cromatica nasce da una ricerca attenta e da un continuo dialogo.
Osserviamo le tendenze globali, ma ci sintonizziamo anche sui micro-segnali culturali e sociali, cercando di anticipare non solo ciò che sarà visivamente rilevante, ma ciò che potrà toccare le corde emotive.

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Moodboard come Racconto Visivo

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A raccontare questo viaggio ci aiutano i nostri moodboard: frammenti visivi del percorso creativo.
Immagini, materiali, colori, riferimenti culturali e naturali si uniscono in una narrazione fatta di suggestioni e ispirazioni.

Sono la traccia visibile di un processo invisibile — l’anima di una collezione che prende vita.

Dietro ogni filato, c’è molto più che materia.
C’è pensiero, emozione, intenzione.
C’è passione. Sempre.
Quella scintilla interiore che ci spinge a esplorare, provare, sbagliare e ricominciare, stagione dopo stagione.

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Un Albero per il Futuro: il nostro impegno di questo Natale con Treedom

Questo Natale, rinnoviamo il nostro impegno per un futuro più sostenibile grazie alla collaborazione con TREEDOM.
Attraverso l’attivazione del pacchetto Grow 20 Trees, pianteremo nuovi alberi in Tanzania, Kenya e Guatemala.
Questa iniziativa ci permette di contribuire concretamente alla riduzione della CO2 e di sostenere le comunità locali che beneficiano di queste piantagioni.

Tra i nuovi alberi, abbiamo scelto di includere anche 2 esemplari di Jacaranda, una magnifica specie dai fiori viola, in via di estinzione. Saranno piantati in Tanzania, dove aiuteranno a ripristinare gli ecosistemi locali e a creare nuove opportunità per i piccoli agricoltori.

Un impegno che cresce ogni anno

Ad oggi, grazie alla collaborazione con TREEDOM:

🌳Sono stati piantati 396 alberi, contribuendo alla creazione di ecosistemi più sani e sostenibili.🌴

🏭 È stato possibile assorbire 54,27 tonnellate di CO2, riducendo l’impatto ambientale. 🏭 

🌍Sono nate 7 foreste in 5 Paesi diversi, a supporto della biodiversità e delle comunità locali.🌍

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Tanzania

19 alberi

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Senegal

217 alberi

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Malawi

6 alberi

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Kenya

5 alberi

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Guatemala

2 alberi

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Ghana

3 alberi

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Ecuador

5 alberi

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Camerun

139 alberi

Questo è il risultato del nostro impegno costante e del desiderio di lasciare un’impronta positiva sul pianeta.

Perché TREEDOM?

Collaboriamo con TREEDOM da anni perché è una piattaforma che rende l’impegno ambientale tangibile e trasparente. Ogni albero è fotografato, geolocalizzato e integrato in sistemi di agroforestazione che combinano il miglioramento dell’ambiente con lo sviluppo economico delle comunità locali.

🌱 Un piccolo gesto, una grande differenza.

Da anni, il Natale rappresenta per noi un’occasione speciale per trasformare i nostri auguri di buone feste in azioni concrete di sostenibilità.
Piantare alberi non è solo un contributo alla lotta contro il cambiamento climatico, ma anche un messaggio di speranza per un futuro migliore per tutti.

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Archivio Punti Maglia

Preservare il Passato, Ispirare il Futuro

L'Archivio Punti Maglia di Industria Italiana Filati, un patrimonio prezioso

Con oltre un secolo di storia e cinque generazioni di esperienza nell’industria tessile, la nostra azienda custodisce un patrimonio ricco di conoscenze e tradizioni. Vogliamo condividere questo tesoro con il mondo, non solo per onorare il nostro passato, ma anche per servire come fonte di ispirazione per l’innovazione nel settore della maglieria.

Per questo motivo, abbiamo digitalizzato e catalogato oltre 800 punti maglia dal nostro archivio storico, offrendo così una risorsa in più per i professionisti del settore.

Ogni punto maglia, ogni tecnica racconta una storia di ricerca e passione per il dettaglio. Dai raffinati jacquards, che incantano con la loro versatilità, agli intarsi che mescolano colori e texture, ogni punto maglia è un’opera d’arte in sé. Le possibilità di utilizzare coste, maglia inglese o punti scaricati sono infinite.
Gli intrecci possono essere classici o stravaganti, le pieghe si evolvono in ruches. E ancora, frange e punti pelliccia.

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Ma ciò che rende davvero prezioso un Archivio di Punti Maglia è la sua capacità di trasmettere la versatilità dei filati.
Lo stesso punto maglia può essere interpretato in svariati modi, adattandosi a filati invernali o estivi, trasformandosi da capi caldi e avvolgenti a tessuti leggeri capaci di esaltare le trasparenze.

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Lo studio e l’elaborazione dei punti maglia diventano quindi un’arte in sé, un viaggio nella comprensione e nell’apprezzamento della varietà e della bellezza dei filati. Dalla scelta del punto giusto alla selezione del filato perfetto, ogni decisione riflette un equilibrio tra tradizione e innovazione, passato e futuro.

L’Archivio Punti Maglia non è solo una raccolta di tecniche e design, ma un tesoro che celebra l’arte e la creatività nell’industria tessile italiana. È un invito a esplorare, a sperimentare, a lasciarsi ispirare dalle infinite possibilità dei filati. Che tu sia un designer in cerca di nuove idee o un produttore desideroso di portare innovazione sul mercato, il nostro Archivio Punti Maglia è una risorsa preziosa che continuerà a crescere e a ispirare generazioni future.

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Baby Alpaca Suri: la lana degli dei

La Suri è una varietà di alpaca dal cui vello si ottiene una fibra nobile, molto sottile e
lucida. Le sue ciocche, definite nel linguaggio tecnico degli allevatori, “crimps”, sono morbide e ondulate.
La qualità Baby Suri ha una mano ancora più soffice che dona ai filati volume e leggerezza.
Conosciuti e allevati già 4000 anni fa tra Perù, Bolivia e Cile, oggi gli alpaca suri si trovano in molte altre aree, dalla Gran Bretagna all’Australia fino alla Nuova Zelanda, ma essendo una varietà rara, costituiscono solo il 5% della popolazione degli alpaca al mondo.

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Gli Inca lo consideravano un animale sacro; il filato ottenuto dalla tosatura era a beneficio esclusivo dell’imperatore e della cerchia più ristretta dei nobili: per questo veniva chiamato “lana degli dei”.
La tosatura, ancora oggi, avviene una volta l’anno, a primavera, con metodi manuali e delicati che salvaguardano l’animale, lo aiutano a sopportare meglio il caldo dei mesi estivi e non compromettono la qualità della fibra.
I suri hanno più di 20 tonalità naturali tra cui bianco, rosa, marrone, grigio e nero.

Affascinati da questa fibra antica e preziosa, abbiamo sviluppato una famiglia di 7 filati i cui nomi sono ispirati dalle terre andine. Bouclè compatti simil astracan (Cusco, Andino, Ayla), garzati per finezza 5, 7, sia leggermente comfort che fermi (Cusco Gt, Andino Gt, Juan Gt) e una struttura leggera e rarefatta per macchina 3 (Atacama). I colori sia uniti che mélange risultano brillanti ed intensi. La nostra suri è certificata Alpaca Blend Mark, certificazione rilasciata da AIA (Associacion Internacional de la Alpaca, fondata in Perù nel 1984), associazione nata per promuovere e tutelare la fibra di alpaca in tutti i suoi utilizzi.
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Il Cotone Riciclato GRS – Basso impatto ambientale

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I filati contraddistinti con la descrizione RECYCLED, sono ottenuti da fibre rigenerate di cotone colorato.
Le fibre provengono dagli scarti di confezione tessile, prevalentemente di T-shirt. che hanno la peculiarità di essere già tinti.
Il beneficio è sia economico che ecologico.

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Economico

Perché l’operazione di tintura del cotone che sarebbe molto costosa, non deve più essere effettuata.

Ecologico

Perché la tintura ha sempre un impatto sull’ambiente per l’impiego dei coloranti; evitandola, inoltre, si avrà anche un notevole risparmio di acqua.

Riutilizzando gli scarti tessili se ne evita anche lo smaltimento.

Nella composizione, la parte fibrosa è contraddistinta con il simbolo AF (Altre Fibre) a causa della difficoltà di conoscere con esattezza le percentuali di acrilico, poliestere o viscosa, presenti nei ritagli tessili in cuciture, inserti e decori, per ogni singolo colore.

Il cotone riciclato viene reinterpretato da Industria Italiana Filati nelle forme più diverse, abbinandolo a filati e componenti di vario tipo come fili di paillettes, lurex e fili stampati.

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Dal 2019 abbiamo ottenuto la certificazione GRS (Global Recycled Standard):
Certificazione per lo sviluppo sostenibile nel settore tessile e per il riciclo degli scarti tessili. GRS certifica la tracciabilità delle materie riciclate e la qualità delle stesse presenti nel prodotto.

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